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Servo di Dio Eugenio Bernardi Sacerdote

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Trento, 18 febbraio 1888 - Ponte Alto di Cognola, Trento, 23 novembre 1957


Eugenio Bernardi, terzogenito di nove figli, nacque il 18 febb. 1888 in una famiglia borghese di Trento, a quei tempi sotto il dominio asburgico; tre giorni dopo fu battezzato nella parrocchia di S. Maria Maggiore. Il giovane frequentò il Ginnasio Superiore di Stato fino al 1907, anno in cui passò al Seminario Teologico. Cagionevole di salute, proseguì gli studi in famiglia - il padre Pietro gestiva una libreria cattolica, nei pressi della cattedrale -  fino all’ordinazione sacerdotale che ricevette in duomo il 9 lug. 1911 da Mons. Celestino Endrici. Il 7 sett. fu nominato cooperatore parrocchiale di Nomi, dove, nell’assistere un malato, contrasse la tubercolosi. Dal sett. 1914 al 1917 fu trasferito alla parrocchia di Borgo Sacco: vi rimase negli anni tragici della Prima Guerra Mondiale. Tutta la zona del Trentino era stata proclamata area strategica: moltissimi civili dovettero migrare nelle zone centrali dell’Impero, le vie di comunicazione furono minate, le città soggette al coprifuoco. Al giovane don E. furono affidati i malati e gli anziani della zona, sistemati a Villa Fedrigotti di Pomarolo; nel 1917 venne anche nominato curato di Savignano. Percorrendo impervie strade di montagna, fece la spola tra le due località, di notte, con abnegazione e coraggio. Al termine della guerra, dopo la tanto sospirata annessione all’Italia, il tempo del rientro dei profughi e della ricostruzione.
Nel 1919 don E. ebbe l’incarico di seguire i giovani seminaristi presso il collegio arcivescovile e recuperare i corsi interrotti a causa della guerra, nel 1924 si ricostituì il Seminario Minore dove fu nominato padre spirituale. Tenne quell’incarico per 24 anni, vi profuse ogni forza, fisica e spirituale, fu l’impegno principale della sua vita. Per trovare la forza necessaria si sottopose a un preciso e severo stile di vita. Nel 1924 pubblicò Il mio direttore spirituale, due anni dopo, per il Congresso Eucaristico Tridentino, Per un’ora di adorazione mensile da introdursi nelle cure della diocesi. Nel giu. 1926 diede vita all’Eco del Seminario che diventerà una rivista mensile di successo. Fondò quindi un’associazione di aiuto spirituale e materiale ai seminaristi, L’opera di S. Vigilio, e incentivò l’Apostolato della preghiera formando i zelatori e le zelatrici. Nella primavera del 1935 organizzò per loro un convegno con la consacrazione della diocesi al Sacro Cuore di Gesù.
Allo scoppiò della Seconda Guerra Mondiale i seminaristi dovettero tornare (giugno 1940) nei paesi di origine; il servo di Dio mantenne con loro contatti scritti settimanali, fino al gennaio 1943. Riprenderanno nel luglio 1946 fino al marzo 1948. Per i suoi giovani curò inoltre, in quegli anni, numerosi opuscoli.
Nel settembre 1943 il Trentino subì l’invasione tedesca e l’annessione al Terzo Reich. I superiori del seminario decisero di dividere i ragazzi in numerose sedi periferiche: Strigno, Tenna, Pergine, Predazzo, Cles, Romeno, Nanno, Malè, Cunevo, Drena, Roncone, Tiarno di sotto. Le dodici località distano mediamente da Trento 40 Km. Ogni mese don E. le raggiunse con la sua “storica” bicicletta. In venti mesi percorse quasi quattromila Km di strade di montagna, sovente all’alba. I medici gli consigliavano di riguardarsi, ma lui portò avanti il suo impegno con l’incoscienza dei santi. Alla fine della guerra, scrisse un commento sull’enciclica di Pio XII Mistici Corporis dal titolo: Il grande e glorioso corpo di Cristo. Il suo fisico era ormai completamente debilitato e nell’autunno 1948 dovette lasciare l’incarico in seminario, per essere destinato, come assistente spirituale, in una casa per ragazze in difficoltà a Serso di Pergine. Qui elaborò l’opera Misterium Fidei. Nel 1950 venne ricoverato nella casa del clero di Arco, dove scrisse: Dio è buono, che non poté dare alle stampe. Per l’Azione Cattolica diocesana pubblicò La famiglia cristiana (1950). Negli anni strinse rapporti di amicizia con grandi personalità del mondo cattolico: don Giovanni Calabria, padre Mario Venturini, padre Clemente Rebora, don Primo Mazzolari.
Nel 1951 il servo di Dio fu accolto dai familiari in una povera casa a Cognola, ma anche il periodo della malattia fu fecondo, fece infatti studi sulle difficoltà educative dei giovani e sui metodi pedagogici. Nel 1954 pubblicò quello che può essere considerato il suo capolavoro: La passione di Gesù, meditato nella sofferenza, frutto di approfondite conoscenze storiche, di greco e latino. Negli stessi anni scrisse Il mese di maggio per le famiglie e Il Maestro degli uomini per giovani studenti delle scuole ACLI. Nel 1957 pubblicò infine L’Obbedienza soprannaturale. Morì a Cognola il 23 novembre 1957. Pochi mesi dopo furono stampate le Meditazioni mariane (1958). Con l’apertura del processo di beatificazione (2004), alcune opere sono state nuovamente edite.


Autore:
Daniele Bolognini


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2014-02-14

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